La maternità surrogata è un procedimento che viene usato nella medicina riproduttiva. Questo procedimento consiste nel ricorso ad una donna che accetta di portare avanti la gravidanza e dare alla luce un bambino biologicamente estraneo per lei e che dopo il parto sarà dato in affido ai genitori genetici. Questa donna viene chiamata la madre surrogata. Inoltre, i genitori biologici dal punto di vista della legge saranno i genitori di questo bambino a tutti gli effetti, nonostante il fatto che la madre surrogata abbia portato e dato alla luce il bambino.

 Ad oggi, ci sono due tipi di maternità surrogata: tradizionale e gestazionale. Proviamo a capire in cosa consistono e quali sono le loro differenze.

 

 

Maternità surrogata tradizionale

Fin dai tempi antichi, l'umanità conosceva delle situazioni in cui le mogli per una ragione o l'altra non potevano concepire e dare alla luce l'erede. In queste situazioni loro ricorrevano all'aiuto delle serve o schiave, che portavano e partorivano un bambino, il cui padre era il marito della donna infertile. Il primo ricordo della maternità surrogata tradizionale si trova nella Bibbia. I faraoni egiziani ricorrevano spesso a questo metodo, al fine di evitare incesti durante i matrimoni con i parenti stretti. Nell'antica Roma, i mariti spesso "davano al servizio" le loro mogli alle famiglie che non potevano avere i figli.

 

La moderna maternità surrogata tradizionale presuppone l'uso dell'ovocita di una madre surrogata e lo sperma di un padre genetico durante il concepimento. In effetti, la madre surrogata è anche la madre biologica del bambino, visto che dona il proprio ovulo. La concezione può avvenire sia con il metodo dell'inseminazione intrauterina (IUI), sia con il metodo della fecondazione in vitro (FIVET).

Durante l'inseminazione intrauterina (IUI), lo sperma prelevato dal padre biologico viene iniettato nella cavità uterina della madre biologica. La fecondazione avviene con il modo naturale. Con l’utilizzo della fecondazione in vitro l’inseminazione avviene nella provetta, in seguito l'embrione viene trasferito nella cavità uterina della madre surrogata. Questo tipo di maternità surrogata viene utilizzato quando il gamete della madre biologica non è adatto all'uso e per ottenere l'embrione si utilizza un ovulo della donatrice.

 

Maternità surrogata gestazionale

Questo tipo di maternità surrogata presuppone la fecondazione dell'ovocita della madre biologica con lo sperma prelevato dal padre biologico, ed in seguito il trasferimento dell’embrione avviene nell’utero di una donna esterna che sarebbe la madre surrogata. Questo esclude completamente la connessione genetica della madre surrogata con il feto.

Durante la procedura di fecondazione in vitro, in una provetta l'ovulo viene fecondato con lo sperma. Durante il periodo di tre o cinque giorni, l'embrione si sviluppa sotto la supervisione dell’embriologo, se necessario, vengono eseguite anche le analisi genetiche. Solo se l’embrione è di buona qualità e geneticamente sano, viene trasferito nell'utero della madre surrogata. Da questo momento in poi, la madre surrogata porterà avanti la gravidanza e partorirà il bambino, come accadrebbe nel caso di una gravidanza normale.

 

 

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